Valpolicella: cinque vini differenti prodotti dalle stesse uve, quali sono le differenze?

Il Valpolicella Doc prende la denominazione di Valpolicella DOC Classico e Valpolicella DOC Valpantena a seconda della zona di produzione. È un vino giovane che va bevuto, di preferenza, entro l’anno successivo alla sua produzione. Presenta un colore rosso rubino e il suo profumo ricorda essenze floreali, mandorla amara, marasca, amarena e spezie. In bocca il Valpolicella DOC esprime un sapore pieno e vellutato con un netto ritorno dei profumi e un’alcolicità moderata. Temperatura di servizio consigliata: 16°C.
Il Valpolicella Superiore Doc prende la denominazione di Valpolicella DOC Classico Superiore e Valpolicella DOC Valpantena Superiore a seconda della zona di produzione. Rispetto al Valpolicella, la tipologia Valpolicella Superiore viene sottoposta a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno un anno. I vini Valpolicella DOC Classico Superiore e Valpolicella DOC Valpantena Superiore presentano un’acidità inferiore e una maggiore rotondità. Temperatura di servizio consigliata: 16-17°C.
Il Valpolicella Ripasso Doc prende la denominazione di Valpolicella Ripasso DOC Classico e Valpolicella Ripasso DOC Valpantena a seconda della zona di produzione. È uno dei vini che sta ottenendo maggiore successo a livello commerciale negli ultimi anni. Quella del ripasso è un’antica tecnica dei mastri vinai della Valpolicella, usata per meglio strutturare il vino base prodotto nella zona. Dopo la vendemmia i grappoli migliori, selezionati per la produzione dell’Amarone o del Recioto, vengono fatti appassire per quattro mesi su appositi graticci di legno e bambù, chiamate arelle, in locali areati chiamati fruttai, mentre i restanti grappoli vengono pigiati subito dopo la vendemmia per produrre il Valpolicella, sia nella versione classica che superiore. A gennaio inizia la fermentazione delle uve appassite e di conseguenza a febbraio avviene lo svinamento dell’Amarone e il vino Valpolicella viene posto per un certo periodo sulle vinacce dell’Amarone o del Recioto in modo da acquisirne parte dei profumi e degli aromi. In origine questo era un passaggio abbastanza veloce, infatti l’operazione del Ripasso deve avvenire in un’unica soluzione con una durata minima di tre giorni, da cui il nome ripasso, poi si è capito che una maggiore permanenza aiutava ad acquisire sapori e profumi. Molti produttori continuano questa pratica, normalmente utilizzata per il Valpolicella Superiore. In anni recenti, alcune cantine hanno affinato e ammodernato la tecnica del ripasso. Al momento della vendemmia, parte delle uve utilizzate per il Valpolicella viene pigiato e parte appassito per alcuni mesi come avviene per l’Amarone. Una volta pigiate anche queste uve appassite, vengono unite a quelle precedentemente lavorate e subiscono una seconda fermentazione prima di passare al successivo affinamento in botte. Il vino così ottenuto, per corpo, struttura e aromi, si pone a metà strada tra il classico Valpolicella superiore e l’Amarone. Il Valpolicella Ripasso deve contenere una percentuale obbligatoria del 10%, fino a un massimo del 15%, di vino atto a diventare Amarone o Recioto. Il vino destinato a Valpolicella Ripasso e le vinacce debbono appartenere allo stesso produttore che effettua, o fa effettuare per proprio conto, le operazioni di rifermentazione per ottenere questa tipologia di vino. Il colore del Valpolicella Ripasso DOC si presenta rosso carico, con un profumo gradevole e un sapore pieno e vellutato. Temperatura di servizio consigliata del Valpolicella Ripasso DOC: 17°C.
Il Valpolicella Recioto Docg prende la denominazione di Recioto della Valpolicella DOCG Classico e Recioto della Valpolicella DOCG Valpantena a seconda della zona di produzione. Il Recioto nasce da un periodo di appassimento delle uve sui graticci chiamati arelle, di circa 120 giorni in locali aerati, chiamati fruttai. Non si possono rivendicare uve per la produzione di Recioto prima del quarto anno di vita del vigneto. Il Recioto della Valpolicella DOCG è ben strutturato, con una gradazione alcolica minima del 14%. Il colore del Recioto è di un rosso granato piuttosto carico mentre al naso sprigiona profumi di amarena, viola mammola e spezie (cannella, pepe, noce moscata). Il vino Recioto della Valpolicella DOCG risulta al palato amabile, vellutato, caldo e avvolgente. Si presta a essere spumantizzato con ottimi risultati: si può ottenere così un Recioto Valpolicella Spumante. Temperatura di servizio consigliata: 14-15°C.
L’Amarone Valpolicella Docg prende la denominazione di Amarone della Valpolicella DOCG Classico e Amarone della Valpolicella DOCG Valpantena a seconda della zona di produzione. Anche l’Amarone si ottiene con la pigiatura delle uve appassite in fruttai. Le uve destinate a diventare Amarone devono provenire da vigneti che hanno raggiunto almeno il 4° ciclo vegetativo. A differenza del Recioto, il vino Amarone subisce un periodo di invecchiamento obbligatorio che può protrarsi da due fino a quattro anni (nel qual caso prende la qualificazione “Riserva”). Il lungo riposo nelle botti di rovere consente all’Amarone di esaurire, attraverso la fermentazione prolungata, i residui zuccherini e di sviluppare appieno quell’opulenza e quella complessità di sfumature organolettiche che lo caratterizzano. L’Amarone è assai corposo e contraddistinto da un’alcolicità che si aggira intorno ai 15-16 gradi. Il colore del vino Amarone è di un rosso granato acceso mentre il profumo è speziato (cannella, mallo di noce) con note di confettura. In bocca questo vino della Valpolicella sprigiona un sapore maestoso, vellutato, caldo. L’Amarone Valpolicella è oggi uno dei vini pregiati più richiesti al mondo. Temperatura di servizio consigliata: 17-20°C.

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